[GUIDA GRATIS] Come fare un curriculum efficace
evitando i 3 errori più gravi che fanno cestinare
97 cv su 100

Te lo chiedi solo quando ne hai un bisogno urgente, immediato pressante: come fare un curriculum?

Più specificamente:

  • che cosa è che fa immediatamente cestinare un curriculum vitae e altri no?
  • da cosa dipende il successo di un curriculum?

Queste sono le domande a riguardo del curriculum vitae che, prima o poi, tutti ci poniamo. E che adesso molto probabilmente ti stai facendo anche tu.

Per questo motivo, in qualità di professionisti delle Risorse Umane (HR), abbiamo deciso di scrivere questa guida per fare un po’ di chiarezza sull’argomento. E fornire le prime fondamentali informazioni per aiutare chi cerca lavoro o vuole cambiarlo, a partire col piede giusto. Senza sprecare tempo e buone occasioni, a causa di un modo inefficace di preparare e presentare il proprio CV.

Inoltre troverai anche esempi di curriculum, che ti aiuteranno a fissare bene i concetti spiegati.

 

UNA PREMESSA

come scrivere un curriculum e, più in generale, come trovare lavoro (o cambiarlo in meglio) è una materia molto, molto vasta. Questa guida online quindi, per sua natura non ha la possibilità di trattare in maniera dettagliata ed esaustiva tutti gli innumerevoli aspetti coinvolti.

Il suo scopo piuttosto, è quello di fornirti le istruzioni di base per affrontare correttamente la questione. Evitandoti gli errori che commette la maggior parte delle persone quando cerca lavoro. Poi ti forniremo indicazioni ancor più approfondite su come ottenere risultati strabilianti dal tuo CV.

Quando avrai messo in pratica le indicazioni che stai per apprendere, i risultati della tua ricerca di lavoro miglioreranno e anche il tuo umore migliorerà 🙂.

Cosa otterrai dalla guida
Come fare un curriculum efficace?

Se non sai come scrivere un curriculum, o ti basi esclusivamente sull’istinto, le probabilità che il tuo CV verrà cestinato sono davvero altissime. È la legge dei numeri, sottostante allo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro. E delle mutate condizioni del mercato del lavoro.

Ma tu adesso hai un vantaggio: applicando le istruzioni che stai per apprendere in questa guida gratis, potrai evitare gli errori che commette la maggior parte delle persone. E che fanno scartare ben 97 CV su 100. Ecco come ti aiuterà la guida Come fare un curriculum efficace:

  • Conoscerai meglio il tuo profilo professionale e avrai una prospettiva più amplia delle opportunità di lavoro che hai.
  • Avrai un curriculum più coerente al tuo percorso di carriera.
  • Trasmetterai un’immagine all’altezza del tuo profilo professionale.
  • Conoscerai gli errori che commettono quasi tutti.

Ora entriamo nel vivo.

Come fare un curriculum efficace: parti da cosa sai fare

Sappiamo fare molte cose, ma nel CV tendiamo a semplificare parlando di “funzioni”. Questa superficialità è uno degli errori più insidiosi e diffusi tra chi cerca lavoro.

Vuoi comprendere a fondo il tuo profilo professionale e ampliare il ventaglio di posizioni lavorative a cui puoi accedere? Allora devi suddividere ogni funzione in “compiti” e identificare le conoscenze e le competenze necessarie a eseguirli.

Facciamo l’esempio di Giorgio, professionista Coordinatore/Agente di viaggio. Ecco le sue funzioni:

  • Ricerca e acquisizione commerciale clienti (aziende e singoli)
  • Consulenza su itinerari, trasporti e alloggi
  • Vendita in cross-selling di prodotti diversi
  • Preparazione di itinerari
  • Gestione delle prenotazioni, emissione di biglietti e documenti di viaggio
  • Servizio personalizzato post-vendita
  • Gestione amministrativa, risoluzione dei problemi e fatturazione
  • Gestione dei visti mediante CAP-270.

Queste sono alcune delle conoscenze necessarie per svolgere tali funzioni:

  • Conoscenza del turismo nazionale e internazionale
  • Uso avanzato di programmi specifici per le prenotazioni, come ad es. Amadeus
  • Conoscenza dei protocolli di diverse compagnie aeree e agenzie
  • Conoscenza delle procedure per la preparazione di itinerari e visti.

E queste sono le competenze necessarie per svolgere tali funzioni:

  • Capacità di comunicazione: eccellenza telefonica, come entrare in empatia col cliente
  • Come ottenere una vendita, come gestire lamentele e reclami
  • Capacità di coordinare persone, formare e supervisionare squadre
  • Capacità di analisi. Per offrire ai clienti la scelta migliore fra tutte le opzioni
  • Competenze di organizzazione e pianificazione. È necessario seguire ordinatamente una serie di processi sequenziali.

Ogni funzione sopra elencata può essere suddivisa in compiti. Per esempio, suddividiamo in compiti la prima funzione (Ricerca e acquisizione commerciale clienti):

  • Fare ricerche per ottenere informazioni e contatti. Gestione di banche dati
  • Studiare la proposta di cui può avere bisogno ogni cliente prima di contattarlo
  • Contatto telefonico
  • Analisi del cliente e delle sue esigenze
  • Consulenza e vendita
  • Realizzazione di preventivi
  • Preparazione di documentazione ed elaborazione di accordi / contratti.

In base a questo esempio, oltre a qualificarsi per una posizione simile, Giorgio potrebbe candidarsi anche a posizioni per le quali ha svolto compiti simili, ha competenze e abilità compatibili e quindi sarebbe in grado svolgerle con successo, pur non avendone esperienza diretta. Ad esempio:

  • Quality Assurance o Tester. Questo professionista è addestrato a effettuare test di funzionamento di applicazioni software nel settore del turismo.
  • Istruttore Amadeus. Sarebbe qualificato per formare utenti.
  • Coordinatore di Call Center. Con un po’ di formazione specifica può coordinare e dare assistenza telefonica su qualsiasi piattaforma e servizio al di fuori del settore turistico
  • Coordinatore di piattaforma di telemarketing.
  • Responsabile reparto gestione reclami.
  • Lavoro autonomo: sito di informazioni turistiche e viaggi. Il lavoro autonomo è sempre un’alternativa da considerare, anche come seconda entrata o “piano B”.
Guida Gratis: come fare un curriculum efficace evitando i 3 errori fatali che rovinano 97 CV su 100

A quale posto di lavoro mi candido?

Nel caso dell’esempio, se la curiosità ti stuzzica, Giorgio ha trovato lavoro come Coordinatore nazionale per la formazione dell’applicativo Amadeus. Nota che Giorgio:

  • non è un formatore, ma aveva collaborato alla formazione dei nuovi assunti
  • non ha mai ideato piani di formazione, ne sviluppato materiale didattico. Ma conosce bene le problematiche dell’utente nel gestire il programma, le caratteristiche più importanti e quelle di maggiore complessità.

COSA FARE

Identifica le diverse posizioni alle quali puoi candidarti.

Questo renderà anche molto più facile personalizzare il tuo curriculum vitae.

Perché devi personalizzare il curriculum? Perché è totalmente inutile rispondere a quante più offerte o inviare quanti più CV possibile. Questa tecnica non funziona più.

Tu invece preparerai ogni singola candidatura con cura, adattando e focalizzando come un laser il tuo curriculum alla singola posizione di lavoro.Questa è l’unica tecnica che oggi ti offre chance di successo. E che pochissimi adottano.

Quindi non sparare a tutto quello che si muove. Scegli bene il bersaglio, prepara tutti i dettagli e poi colpisci.

Da adolescenti, nel gruppo di maschietti c’erano due strategie diverse per conquistare le fanciulle. Alcuni usavano la tattica standard, basata sulle probabilità e numero di tentativi, mentre altri erano selettivi e adattavano la strategia in base alla fanciulla. Questo richiedeva più impegno e tempo certo, ma chi pensi ottenesse i risultati migliori?

Ecco, allo stesso modo le aziende scelgono chi ha l’obiettivo più chiaro.

ERRORE NUMERO 1

L’errore più comune che commette la gran parte delle persone che cerca lavoro è quello di inviare CV in maniera indiscriminata, basandosi unicamente sul principio quantità/probabilità.

Questa tecnica è completamente inefficace, perché fa percepire il candidato come una persona che cerca uno stipendio a fine mese. E non come una persona che ha qualcosa di specifico da offrire, che ha un reale valore per l’azienda a cui lo propone.

Quello che ancora in pochi hanno capito è che, ad aziende e datori interessano solo le persone in grado di risolvere specifici problemi (o portare specifici vantaggi), grazie a pregresse esperienze e risultati in grado di dimostrarlo. Ma questo non si può mettere in pratica con la modalità copia/incolla che la gran parte di chi cerca lavoro ancora usa.

Chi leggerà il mio curriculum?

Questa è una domanda fondamentale quando si tratta di capire come fare un curriculum che ci differenzi dalla massa.

Di solito sono 3 i “profili” che guarderanno il tuo curriculum. Tranquillo, non devi farne 3 versioni diverse, però devi considerare ciò che è importante per ognuno di loro, in modo che tutti trovino ciò che gli interessa.

1. Tecnici di selezione del personale o consulenti del reparto HR dell’azienda

Questo tipo di profilo si concentra su:

  • Ultimi due lavori e relative date.
  • Ultime due aziende in cui hai lavorato. È importante che dimensioni, settore, organizzazione e protocolli siano simili, perché il candidato si adatti più rapidamente al nuovo incarico. Altre volte, si preferisce che siano diversi, ma che apportino qualcosa di nuovo. Per esempio, a una PMI che sta crescendo di dimensione e necessita di incorporare protocolli e procedure di una grande azienda, le interesseranno di più professionisti con esperienza in grandi aziende, che possono contribuire la cambiamento con le loro idee.
  • Funzioni ricoperte nelle esperienze precedenti: devono essere assimilabili a quelle che ricoprirai nel nuovo posto di lavoro.
  • Tecnologia, strumenti di lavoro e parole chiave. Gli strumenti informatici e tecnologie descritte nell’offerta di lavoro devono coincidere, nel tuo CV, con quelli utilizzati nell’ultimo/i posizione/i lavorativa/e.
  • Risultati ottenuti.
  • Formazione.

2. Consulenti di Selezione: agenzie interinali, reclutatori e cacciatori di teste

Questo tipo di profili si concentra sulla valutazione delle somiglianze tra il tuo curriculum vitae e i requisiti che ha richiesto il cliente.
ATTENZIONE: questi soggetti hanno interessi completamente diversi e ognuno si concentra su punti diversi.

3. Profili non professionisti delle HR

Questi sono i profili più tecnici. Di solito un responsabile diretto, coordinatore, capo squadra o manager del gruppo.
In alcune aziende non esiste il dipartimento Risorse Umane (HR), per cui è il capo che prende le redini del processo di selezione. Questo tipo di profili si concentra su:

  • Funzioni e risultati ottenuti.
  • Carico di lavoro. Per esempio quanti clienti hai nel tuo portafoglio. Quali erano i tuoi obiettivi mensili.
  • Come gestisci il tuo tempo: che percentuale di tempo dedichi a ogni compito.
  • Strumenti e tecnologie. È importante che corrispondano a quelli che userai nel nuovo posto di lavoro. Questo tipo di profilo ha la capacità di valutare se altri strumenti o tecnologie sono compatibili con quelle richieste. Quindi, anche se non hai lavorato con uno qualsiasi degli strumenti o tecnologie richieste, la tua candidatura è ancora valida se hai lavorato con altre tecnologie simili. Per i profili 1 e 2 è più difficile valutare il livello di compatibilità fra strumenti o tecnologie.
  • Date. Cercano riferimenti sulla tua stabilità nella stessa posizione lavorativa. Desiderano professionisti con una carriera senza troppi salti tra le aziende.

Solitamente, in un processo di selezione intervengono un profilo HR (Risorse Umane) interno o esterno e un profilo più tecnico. Il primo profilo farà la prima intervista di filtro. Passeranno alla seconda solo gli intervistati considerati adeguati.

COSA FARE

Prepara le informazioni del tuo curriculum pensando ai tre profili che lo vedranno.

Tipicamente, almeno due di questi saranno coinvolti nel processo di selezione, ma non sempre. Ad esempio, nelle piccole imprese o start-up, la selezione può essere eseguita direttamente dal datore di lavoro.

Quale tipo di curriculum vitae è meglio usare?

Ci sono diversi modi di presentare la nostra esperienza nel CV. Scegliere il giusto tipo di CV potenzierà i tuoi punti di forza e aiuterà a nascondere i punti deboli. Vediamoli:

  • Curriculum cronologico
  • Curriculum funzionale
  • Curriculum misto.

Curriculum Cronologico. Il più usato e raccomandato

Come fare un curriculum: esempio di curriculum cronologico

Criteri per scegliere questa tipologia di curriculum:

  • Hai cambiato poche aziende.
  • I tuoi ruoli si sono sempre sviluppati nella stessa area e riflettono una carriera e un percorso professionale ascendente. Esempio: Programmatore Junior, Programmatore Senior, Analista, Project Manager.
  • La tua carriera è quasi ininterrotta nel tempo. Cioè, non hai avuto significativi periodi di inattività.

Nel CV cronologico si distinguono due sub-categorie:

  • CV cronologico tradizionale, o standard
  • CV cronologico inverso.

Nel CV cronologico tradizionale, le informazioni sono organizzate dalla più antica alla più recente. Questo tipo di CV è poco frequente dato che, per un selezionatore, le esperienze più recenti sono le più rilevanti. Usa questo tipo di CV se ti candidi per un posto di lavoro correlato a precedenti fasi della tua carriera. E che non ha nulla a che vedere con le tue ultime esperienze. L’obiettivo è quello di presentare sempre per prime le informazioni più rilevanti in funzione del posto per cui ti candidi.
Esempio: vuoi candidarti per una posizione di Analista Funzionale. La tua esperienza più recente è stata quella di responsabile dell’azienda di famiglia per 3 anni, ma in precedenza hai lavorato 2 anni come analista e 4 come analista programmatore.

Nel CV cronologico inverso le informazioni sono mostrate dalla più recente alla più vecchia. Questo è il CV che si è imposto maggiormente ed è il preferito dai selezionatori.

Curriculum funzionale

Come fare un curriculum: esempio di curriculum funzionale

È meno usato. Il ricorso a questa tipologia di curriculum vitae deve essere giustificato solo se da dei benefici rispetto a usare il CV cronologico.
Criteri per scegliere questomo dello di curriculum:

  • Hai avuto lunghi e frequenti periodi di inattività.
  • Hai cambiato azienda frequentemente.
  • Vuoi cambiare settore lavorativo o industria.
  • Hai una carriera professionale molto dilatata e, in gran parte di questa, hai occupato posti molto simili con funzioni simili.
  • Hai avuto impieghi in aree differenti e il tuo profilo è generalista e poco specializzato.

L’uso del curriculum funzionale deve essere motivato, perché non è molto frequente e i selezionatori non si sentono molto a loro agio con questo tipo di esposizione. È normale che, durante il colloquio di lavoro, ti chiedano di approfondire date e aziende in cui hai lavorato.

Curriculum Misto

Come fare un curriculum: esempio di curriculum funzionale misto

Questo modello di curriculum vitae mescola aspetti del CV cronologico con quelli del CV funzionale, a seconda delle necessità.
Facciamo un esempio: immagina una persona che ha lavorato 5 anni come impiegato amministrativo in 2 aziende, 10 anni come contabile in 3 aziende e gli ultimi 7 anni come responsabile della contabilità in 2 aziende distinte. Nella sezione Esperienze lavorative può quindi raggruppare le esperienze in 3 blocchi, nel seguente ordine:

  • Responsabile della contabilità (7 anni di esperienza)
  • Impiegato Amministrativo (5 anni di esperienza)
  • Contabile (10 anni di esperienza)

Ciascuno di questi blocchi elenca le mansioni e i risultati ottenuti. Nella stessa sezione, dopo le descrizioni dei lavori e risultati, si può fare riferimento alle date e aziende indicate nella descrizione precedente. Come vedi, abbiamo raggruppato le posizioni di lavoro funzionalmente (CV Funzionale), ma non abbiamo eliminato la linea temporale (CV cronologico).

Criteri per scegliere il curriculum misto:

  • Sei passato per parecchi posti di lavoro/aziende all’interno di un’area di specializzazione simile.
  • Hai trascorso alcuni periodi di tempo inattivo. Con questo formato passeranno inosservati rispetto al CV cronologico. Puoi anche utilizzarlo se hai mantenuto la continuità lavorativa.

COSA FARE

Scegli il modello di CV che meglio ti valorizza professionalmente, in funzione delle tue esperienze specifiche e delle caratteristiche della tua carriera.

Quale immagine voglio trasmettere col mio curriculum?

Oggi dobbiamo dare un’immagine distintiva, seria e professionale. Ma le aziende sono diverse fra loro: ci sono aziende più classiche/tradizionali, altre più all’avanguardia/innovatrici. Ci sono settori più conservatori (ad es. gli studi legali) e settori più creativi (ad es. aziende di design, moda, ecc.). Quindi devi adattare sia l’aspetto estetico del CV (design visuale), sia i contenuti, a seconda dell’azienda a cui ti presenti.

Qui entra in gioco l’importanza fondamentale di raccogliere informazioni: conoscere molto bene le aziende a cui miri, il settore, i clienti, la cultura, ecc., ti permetterà di adattare il CV a ognuna di esse e di ottenere la massima efficacia.

Raccogliere informazioni ti aiuterà a scegliere il design visuale del tuo CV e a definire le informazioni necessarie da inserirvi. E sarà anche utile nel colloquio di lavoro, faciliterà l’adattamento alla nuova cultura aziendale e a superare il periodo di prova.

ERRORE NUMERO 2

Un altro errore letale che commette la maggioranza di chi cerca lavoro è quello di non raccogliere dettagliate informazioni sull’azienda target.
Senza una ricerca minuziosa sulle aziende a cui ti candidi, il tuo CV:

  • non è focalizzato sui reali bisogni del datore di lavoro/azienda.
  • non è in armonia con la cultura aziendale.
  • non può essere indirizzato direttamente a chi decide l’assunzione (aggirando filtri e barriere che potrebbero boicottarne l’esito)
  • non può risolvere un problema concreto o criticità specifica dell’azienda (che un’analisi approfondita potrebbe rivelare)

In 5 Segreti per Scrivere un Curriculum Magnetico illustriamo in dettaglio un’efficace procedura per individuare le vere esigenze di aziende e datori. In questo modo saprai come scrivere un curriculum presentando le informazioni in modo molto più efficace rispetto massa, che non la conosce.

COSA FARE

Individua l’azienda a cui vuoi candidarti ed esegui un’analisi altamente approfondita di ogni suo aspetto (dimensione, prodotti o servizi, loro caratteristiche, recensioni, sfide/obiettivi, proprietà o titolare, Direttore del Personale, cultura aziendale, numero di dipendenti, ecc.). Questo va fatto anche nel caso di risposta a un annuncio di lavoro.

Scelta delle Keywords (parole chiave) del curriculum

Saprai che ci sono parole che automaticamente mettono in allerta il nostro cervello e richiamano l’attenzione. Per esempio sesso, gratis, risparmio, guadagno, pericolo, ecc.

La stessa cosa succede col curriculum: ci sono parole (chiave) che catturano l’attenzione del selezionatore (lo stesso vale per il design del CV). Quindi queste parole devono:

  • apparire nel CV, per massimizzarne l’efficacia
  • essere messe in risalto, per catturare l’attenzione quando il CV verrà “scansionato”.

Usare le Keywords nel CV fa parte della strategia per attirare l’attenzione dei selezionatori e colpirli quando lo leggono. Infatti, quanto più il CV assomiglia alle aspettative del selezionatore, tanto maggiore avrà impatto su di lui. 
Come si ottiene questo? Semplicemente facendo in modo che il tuo curriculum assomigli il più possibile alla descrizione dell’offerta di lavoro.

Tipi di parole chiave da usare nel curriculum

Keywords del nome della posizione di lavoro

Il nome dell’incarico o posizione a cui aspiri è una parole chiave. A maggior ragione se appare nell’offerta di lavoro. Il selezionatore ricerca istintivamente la somiglianza letterale tra i tuoi ultimi impieghi e la posizione offerta. Per esempio, se nell’offerta di lavoro si cerca un Amministratore Delegato, benché sembra che sia lo stesso, è preferibile che tu lo scriva tale e quale nel tuo CV, invece di Direttore Esecutivo, Direttore Generale o General Manager.

Keyword del settore

Devono sempre apparire nel CV. Ti aiuteranno a posizionarti. Logicamente, se vuoi cambiare settore, quanto meno appare il tuo settore attuale, meglio è.
Esempio: negli ultimi 10 anni hai lavorato nel settore del lusso. Per un impiego in un’azienda che opera in questo mercato, la tua esperienza è un valore aggiunto, per cui le parole “settore lusso” diventano parole chiave.

Altro esempio: la tua carriera si è sviluppata nel mercato dell’ottica. Ti si presenta l’opportunità di un posto come Franchising Manager di una catena di ottica. La parola “ottica” è una keyword. Però, se ti candidi per un posto di Franchising Manager di una catena di calzature, la parola chiave diventerà “calzature”. Cogli il senso?

Keyword del nome di imprese prestigiose

Evidenzia se hai lavorato per imprese prestigiose. Aver lavorato per aziende di caratura internazionale è un plus, ma se ti candidi a una PMI, potrebbe non esserlo. Una PMI può cercare un professionista che abbia lavorato per una grande corporation e che apporti metodologie, procedure, visione e cambio di cultura. Ma se una PMI non ha queste pretese, si potrebbe temere che un professionista di quel livello non si adatterà alla cultura e dinamiche di una PMI nazionale.
Sono keyword anche i nomi delle aziende concorrenti e dello stesso settore.

Parole che funzionano sempre

Ci sono parole che piace leggere in un CV, perché hanno implicazioni positive. Ad esempio efficacia, ottimizzazione, guidare, risultati, obiettivi, risparmio, ritorno d’investimento, ottenere, coordinare, squadra, progetto, analisi, fatturazione, redditività, ecc.

Keyword di strumenti o tecnologia

Anche gli strumenti o tecnologie con cui hai lavorato sono keyword. Il selezionatore scansionerà il tuo CV in cerca di queste parole (o sigle), soprattutto per i profili tecnici. Esempio: se sei un Business Analyst, parole come QlickView, SAS, SPSS sono keyword. Ricorda di adattare e mettere in risalto quelle tecnologie e strumenti che coincidono con l’offerta di lavoro a cui ti candidi.

Keyword di competenze o abilità

È importante includere con cura nel curriculum quelle competenze richieste nell’offerta di lavoro, se le possiedi. Queste sono alcune delle competenze più “popolari”: capacità di comunicazione, empatia, leadership, lavoro di squadra, proattività, iniziativa, capacità di negoziazione.

ERRORE NUMERO 3

Non capire l’importanza e quindi non usare le giuste parole chiave. Le persone ignorano il processo mentale dei selezionatori, reclutatori e datori. Quindi scrivono il CV partendo da ciò che loro pensano sia importante e interessante. Invece di chiedersi cosa cerca e come ragiona chi leggerà il CV.

Il risultato è che molto spesso, non solo i contenuti (frutto degli errori 1 e 2), ma nemmeno i termini usati sul CV (le giuste parole chiave ) sono ciò che cercano i selezionatori.

Un CV carente nelle parole chiave adatte ad “attivare” chi lo legge ha scarse probabilità di successo e quindi di procurare un colloquio. Tutto per non prendersi la briga di:

  • capire cosa vuole quella specifica azienda/datore di lavoro
  • capire i termini con cui l’azienda/datore esprime esattamente questo bisogno
  • sforzarsi di parlare col linguaggio a lei/lui più adatto e convincente.

COSA FARE

Per capire come fare un curriculum efficace analizza il tuo mercato, la tua professione e la posizione di tuo interesse. E fai una lista di parole chiave da inserire strategicamente nel tuo CV.

Sezioni e contenuto del tuo curriculum vitae

Presta attenzione: tutto ciò che sta nel CV deve lavorare a tuo favore, sottolineando i punti di forza e minimizzando quelli di debolezza. Seleziona solo le informazioni strettamente necessarie alla posizione a cui ti candidi ed elimina tutto il superfluo. Ogni aggiunta potrebbe innescare dubbi o domande nella testa del selezionatore.

Inserisci le informazioni selezionate nelle diverse sezioni preposte del CV:

  • Dati personali
  • Profilo professionale
  • Esperienza lavorativa (o professionale)
  • Competenze (o principali competenze)
  • Istruzione
  • Formazione complementare (o altri corsi)
  • Lingue straniere
  • Abilità informatiche
  • Altri dati di interesse
  • Hobby.

Queste informazioni devono essere sempre presenti in un CV, ma non attenerti allo strettamente formale. “Gioca” con questi elementi, a seconda delle necessità. Puoi unire sezioni, aggiungerne di nuove e modificarne l’ordine.

DATI PERSONALI

Vanno visualizzati nella parte alta del CV. Questa è la regola generale, ma a seconda del design del CV possono anche apparire su un lato. Come opzione supplementare puoi anche includerli nel piè di pagina del CV (in questo caso nome e numero di telefono sono sufficienti). Ma non inserirli esclusivamente nel piè di pagina.
La regola d’oro per i dati di contatto è che siano facilmente individuabili (e vicini al nome).

PROFILO PROFESSIONALE

È una delle sezioni più importanti: sintetizza in non più di 5 righe la tua carriera, abilità e competenze. Assieme alle informazioni più pertinenti e differenzianti. Come ad esempio una significativa esperienza internazionale, essere bilingue o aver raggiunto importanti traguardi che vale la pena evidenziare immediatamente.

ESPERIENZA LAVORATIVA (O PROFESSIONALE)

È la sezione più importante nella maggior parte dei casi, per questo va inserita prima della sezione Istruzione. Questa è la sezione che più influenza la decisione del selezionatore. E quindi devi curarla in modo particolare, quando ti focalizzi su come fare un curriculum. Scegli il modo di presentare le tue esperienze lavorative che meglio esalta i tuoi punti di forza tra i tipi di CV cronologico, funzionale e misto.

Casi in cui è preferibile inserire la sezione l’Istruzione prima dell’esperienza:

  • Profili junior, senza o con poca esperienza e non relazionata alla posizione.
  • Profili di alto livello, quando si vuole cambiare carriera e l’istruzione è più relazionata alla nuova posizione di lavoro rispetto alle esperienze professionali. Esempio: negli ultimi 6 anni hai lavorato come consulente commerciale, vuoi tornare a una posizione tecnica (Amministratore di Sistema) e hai studiato ingegneria dei Sistemi.
  • Se la tua formazione costituisce un vantaggio considerevole rispetto agli altri candidati (Esempio: ti presenti per un lavoro di Quantitative Analyst e sei laureato in matematica o informatica). Inoltre, mettere la formazione prima dell’esperienza mantiene integralmente l’esperienza più recente sulla prima pagina del CV.

IMPORTANTISSIMO: dati personali, istruzione ed esperienza più recente devono stare integralmente nella prima pagina.

COMPETENZE (O PRINCIPALI COMPETENZE)

Né la formazione né l’esperienza indicano il successo di un professionista, quanto le sue abilità. Sono queste a fare la differenza. Non basta più sapere (conoscenza, formazione) o fare (esperienza), è anche importante fare in un determinato modo. La differenza è nel modo di svolgere le funzioni di coloro che ottengono ottimi risultati.

Soprattutto per i profili altamente qualificati, la sezione delle competenze è molto rilevante e quindi necessita di una sezione separata.

ISTRUZIONE

Aggiungi al curriculum esclusivamente l’istruzione gerarchicamente più recente. Se per esempio si laureato/a in Amministrazione e Direzione d’Impresa, non è necessario aggiungere anche “Diploma di Maturità Scientifica – Liceo Alessandro Manzoni”. È chiaro che se sei laureato è perché hai finito il liceo. Regola d’oro: elimina tutti i dati che non forniscono informazioni utili e pertinenti, come l’esempio di cui sopra.

Nel caso di Dottorato o Master invece, non omettere il titolo di grado inferiore (laurea o diploma), ma dà maggiore importanza alla formazione più relazionata al posto di lavoro per cui ti candidi.

Se la tua specializzazione non ha nulla a che fare con la posizione di lavoro che ti interessa, prendi in considerazione di ometterla o ridurla al minimo.

In caso di doppio titolo indicali entrambi, ma dai maggiore rilevanza a quello più attinente.

Se non hai terminato il Corso di Laurea, inserisci comunque gli studi effettuati. È comunque meglio indicare due o tre anni di un ciclo formativo Universitario rispetto a inserire solo il diploma di maturità.

FORMAZIONE COMPLEMENTARE (O ALTRI CORSI)

Di solito è separata dall’Istruzione. È tuttavia interessante fonderle nello stesso paragrafo, per semplificare il curriculum e dare all’istruzione un carattere più integrato.

Evidenzia sempre ciò che è più rilevante. Non dare a tutta la formazione la stessa importanza. Per far ciò usa elementi grafici, colori, grassetto, ecc.

Ci sono occasioni in cui unire è la scelta migliore, per esempio se non hai completato il ciclo universitario o non hai alcuna qualifica ufficiale. In questi casi cerca di ridurre al minimo questa carenza, unendo in una sola sezione tutta la formazione.

In questa sezione puoi inserire tutti i corsi che hai fatto, ma è consigliabile mettere i più importanti, che apportino qualcosa di speciale al posto di lavoro a cui ti candidi.

LINGUE STRANIERE

Puoi fare a meno di questa sezione se ti candidi per lavori poco qualificati, che non richiedono la conoscenza di altre lingue. Non aggiungere questo campo se disponi di un livello base di conoscenza.
Se invece hai un buon livello di conoscenza di una o più lingue straniere risaltalo nel tuo CV, perché in Italia non è particolarmente diffuso.

ABILITÀ INFORMATICHE

Se hai un profilo tecnico, questa sezione diventa molto importante. Fornisci dettagli e suddividi in concetti. Per esempio: se sei un consulente informatico specializzato in Sistemi e Comunicazioni, potresti optare per classificare le tecnologie in: Virtualizzazione, Storage, Sicurezza, Backup, Server di posta, Reti di comunicazione.

ALTRI DATI DI INTERESSE

Questa sezione è spesso usata per comunicare i tempi della disponibilità di assunzione, disponibilità a viaggiare, patente di guida, ecc.
La tua conoscenza delle lingue straniere è medio-bassa e le tue competenze informatiche ridotte a Office? Allora puoi unire le sezioni Lingue straniere e Abilità informatiche in Altri dati di interesse. Dai rilevanza ai dati che vuoi risaltare. Se puoi fare a meno di questa sezione, fallo.

HOBBIES

Questa sezione è ormai obsoleta. A tutti piace leggere, fare sport e uscire con gli amici, quindi ciò non apporta nulla di utile.

Tuttavia, ci sono casi particolari in cui il tuo focus su come fare un curriculum efficace deve concentrarsi anche in questa sezione. Immagina infatti di candidarti per un posto di lavoro a Decathlon: in questo specifico caso, se ti piace nuotare, andare in bicicletta, fare fitness, ecc., questa informazione SI, deve essere inclusa e SI, sarà importante per posizionarti bene nel processo di selezione.

Altro esempio: ti candidi per una posizione di Marketing Manager e sei appassionato di internet business, di marketing online, ecc. e parte del tempo libero lo spendi per essere continuamente aggiornato.

 

Ora non rimane che un ultimo, fondamentale passo da compiere. Vediamolo.

Come fare un curriculum davvero memorabile

Ora hai le basi principali per scrivere un curriculum migliore di quelli che usa la maggior parte delle persone. Grazie alle informazioni di questa guida infatti:

  • sai quale tipo di curriculum più adatto al tuo profilo
  • sai come gestire le varie sezioni del curriculum
  • conosci 3 dei principali errori che fanno fallire 97 CV su 100 e sai come evitarli.

 

La maggior parte delle persone in genere non ha idea di come fare un CV efficace e attraente. Si affida all’intuito e al caso e non adotta nessuna strategia specifica, né modelli curriculum vitae professionale, progettati per attirare l’attenzione dei selezionatori e distinguersi dalla massa.

Sai qual è il peggior modello di curriculum più frequentemente e diffusamente usato?
Il curriculum europeo.

Il curriculum europeo (e sue derivazioni) ti rende completamente anonimo e rende la tua presentazione impersonale e noiosa. Riducendo drasticamente la possibilità di distinguerti e ottenere un colloquio di lavoro. Anche tu usi questo modello di curriculum vitae?

Un consiglio: stai alla larga dal curriculum europeo.

Perché?

Come spiega Santina Ferri, Recruiter presso Executive Search Angency, Milano,

Carrer Recruiter - Come fare un curriculum efficace

“Il modello di curriculum europeo e simili, che usano tutti, è pessimo e noioso da leggere. Ti appiattisce, facendoti apparire come tutti gli altri, invece di far emergere la tua unicità rispetto alla concorrenza. Se vuoi ottenere il posto, il tuo curriculum deve essere notato in mezzo a decine o centinaia di altre richieste”.

Ma grazie alle informazioni di questa guida ora sai quali errori fa la maggior parte delle persone che cercano lavoro e puoi evitarli.

Per prima cosa quindi, adotta un modello di curriculum vitae visuale e professionale.

Ecco qualche esempio:

Puoi modificare tutti i modelli di curriculum a tuo piacimento, in modo facile e veloce, con i programmi Microsoft Word per pc e Pages per Mac, per adattarli con le tue informazioni e la tua foto. Tutti i modelli includono anche la lettera di presentazione abbinata, le icone grafiche, i font e sono pronti per essere immediatamente usati.

Vuoi aumentare ulteriormente le probabilità di ottenere più colloqui di lavoro?

Allora devi andare ancora più in profondità rispetto alle informazioni contenute in questa guida gratis che, per sua natura, essendo uno strumento di “primo orientamento”, non può trattare in modo dettagliato ed esaustivo tutti gli innumerevoli aspetti coinvolti.

Per ottenere risultati straordinari dal tuo CV, hai bisogno di impadronirti anche delle strategie avanzate e delle giuste tecniche di comunicazione che trovi in:

 

5 Segreti per Scrivere un Curriculum Magnetico

La Guida: come fare un curriculum vitae

Questo manuale ti spiega come scrivere un curriculum efficace, attraverso un METODO che ti permette di posizionarti su un piano completamente differente rispetto alla massa:

✅ 5 strategie super-efficaci e ignorate dalla massa
✅ Come ragionano e cosa vogliono i selezionatori
✅ Analisi critica di curriculum vitae reali (versione “prima e dopo”)
✅ Trucchi veloci per ottimizzare il curriculum
✅ Check List operativa per mettere subito in pratica le istruzioni
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Mai come oggi occorre saper scrivere un CV incisivo, distintivo e memorabile, padroneggiando le strategie di comunicazione e self marketing che ti presentano nel modo desiderato dai selezionatori e dalle aziende.

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