[GUIDA GRATIS] Come affrontare un colloquio di lavoro e farsi assumere
anche in periodi di crisi e di alta disoccupazione

Mai come oggi, ottenere un colloquio di lavoro è stato così sfidante. I criteri di selezione sono sempre più difficili, perché le aziende sono molto più attente, rispetto al passato, nella scelta dei collaboratori. Tuttavia, farsi assumere non è così arduo, se sai come mettere in atto una fase di preparazione specifica e accurata.

Iniziamo con una buona notizia
Veramente poche persone si preparano adeguatamente quando devono/vogliono trovare lavoro. E così “vanno allo sbaraglio”. Finendo per allungare la lista di coloro che non hanno successo e si arrendono.

L’impreparazione è anche il motivo per cui, di norma, le persone affrontano il colloquio di lavoro (o colloquio conoscitivo) con la paura di non essere assunte. Perché si sentono insicure.

Questa guida è stata concepita per aiutarti ad arrivare al colloquio ben preparato, o preparata e poter così ribaltare a tuo vantaggio lo schema classico colloquio-assunzione. Avvantaggiandoti sugli altri candidati.

Tutto ciò si basa su una premessa fondamentale:

 

dovresti candidarti solo per fare un lavoro che ami, che ti appassiona.

 

Se il lavoro che cerchi ti appassiona, allora saprai sempre cosa dire, perché sei esperto, o esperta. E non devi fingere entusiasmo. Sicuro, o sicura, delle tue capacità e del tuo talento, vivrai il colloquio di lavoro non come un esame, ma come l’opportunità per capire se l’azienda a cui ti candidi è davvero quella che fa per te.

Sei quindi tu a scegliere. E questo cambia tutto.

Perché ti presenterai come una risorsa che può aiutare l’azienda a raggiungere i suoi obiettivi. E non come l’ennesimo individuo che mendica un salario a fine mese.

Questo è il setting mentale giusto per affrontare il colloquio di lavoro e giocarti bene le tue chance di ottenere il lavoro che desideri.

Attenzione: non presentarti mai a un colloquio di lavoro per sembrare ciò che non sei e convincere i selezionatori a credere alla tua “recita”. Anche se ottenessi il posto, avresti vita dura e breve. Se le tue intenzioni sono queste, puoi anche chiudere qui. Questa guida non ti aiuterà.

Al contrario, ti sarà molto utile se ti presentarti al colloquio conoscitivo per mostrare le tue vere qualità e come farai guadagnare l’azienda più di quanto le costi. Questo è il punto fondamentale. Devi renderti conto che è così che ragionano le aziende. Se all’azienda costi 2000€ al mese, devi renderle di più.

Il successo al colloquio di lavoro si gioca su come risponderai alle domande che ti verranno fatte. Dovrai dare risposte vere, basate su fatti dimostrabili.

Però attenzione: ci saranno informazioni appropriate da condividere e altre che, per quanto sincere e oneste, non aiuteranno il selezionatore a sceglierti. Ci focalizzeremo quindi sugli aspetti importanti per orientare l’intervista a tuo vantaggio.

Ma non temere. Se sei la persona giusta per quel lavoro, e il lavoro è l’opportunità giusta per te, alla fine i “pezzi” andranno a posto da soli.

Come affrontare un colloquio di lavoro in 6 passi

Passo 1. Studia a fondo l’azienda

La prima e più importante cosa da fare è approfondire ogni possibile dettaglio sull’azienda e sulla posizione. Per due motivi:

  1. vuoi sapere se quell’azienda, quel posto di lavoro, è proprio ciò che desideri. Il lavoro occupa almeno un terzo della nostra giornata, quindi è importante scegliere un buon ambiente dove trascorrere tutto questo tempo e un’attività che ci appassioni e per la quale valga la pena dedicarle la nostra energia.
  2. dovrai essere molto convincente nel trasmettere che sei la persona giusta per quel lavoro, una volta certo, o certa, che l’opportunità fa al caso tuo. Questo è possibile solo solo se sai bene di cosa si tratta.

Rispondere “semplicemente” alle domande non è sufficiente. Il colloquio conoscitivo serve anche per “misurare” l’entusiasmo e l’interesse che mostrerai per ciò che ti stanno offrendo.
Quindi, mostrare che hai investito del tempo per informarti sull’azienda e prepararti al colloquio di lavoro, darà un’ottima impressione e ti conferirà molta sicurezza e decisione. Infatti,

 

le aziende non assumono la persona “più brava”, ma quella più sicura e decisa.

 

La preparazione ti serve anche per prendere le redini del colloquio di lavoro. Ora ti spieghiamo perché devi farlo.

Ci sono molti buoni selezionatori la fuori. Ma ce ne anche altri che non sono così buoni. Posto che il colloquio conoscitivo serva a far emergere tutti i fatti rilevanti del candidato, sarai sorpreso di sapere quanti selezionatori falliscono questo compito. Soprattutto nella realtà italiana, costituita per lo più da piccole aziende, spesso familiari, in cui l’imprenditore si occupa anche di questa attività, per la quale non è preparato.

Infatti, spesso anche il selezionatore vive male il colloquio, per la paura di sbagliare.

La ragione è che il colloquio di lavoro non è qualcosa di scientifico. È piuttosto un’arte oscura, praticata goffamente da gran parte dei datori di lavoro, nonostante l’esperienza e le migliori intenzioni. Un sondaggio ha rilevato che le probabilità che un datore di lavoro scelga il candidato giusto tramite un colloquio sono solo del 3% superiori a quelle che avrebbe se lo scegliesse estraendo il nome a sorte!

Non è quindi affatto garantito che selezionatori e datori di lavoro facciano tutte le domande giuste e ottengano le informazioni giuste sul tuo conto. Dovrai essere TU ad assicurarti che tutte le informazioni importanti e pertinenti sul tuo conto vengano trasmesse e ben recepite dall’azienda. Quindi

 

dovrai essere TU a dirigere il colloquio di lavoro, anche se sono gli altri a fare le domande.

Passo 2. Crea la tua lista di controllo

Per prepararti adeguatamente al colloquio di lavoro devi esaminare attentamente il tuo percorso lavorativo e creare una lista di argomenti ed esempi da esporre durante l’intervista. Questa è lista di controllo. Conterrà tutti gli elementi necessari a far capire all’intervistatore che tu hai le abilità giuste per quel lavoro. E che sei la persona giusta per svolgerlo.

Immagina di andare a fare la spesa: avere con te una lista ti focalizza come un laser su ciò di cui hai bisogno. Allo stesso modo, la lista di controllo ti aiuterà, durante il colloquio conoscitivo, a esporre tutti gli elementi desiderati. Evitando di partire per la tangente, o di rispondere frettolosamente, omettendo argomenti importanti. 
Se dovessi trovarti in difficoltà, ricorri alla la lista di controllo, che terrai in mano durante l’intervista.

Come creare la lista di controllo per il colloquio di lavoro

Sul lato sinistro della scrivania metti la descrizione del lavoro e qualsiasi altra informazione sull’azienda, da cui puoi evincere le caratteristiche della posizione. Metti il tuo curriculum vitae sul lato destro e un foglio bianco di carta vicino al curriculum.

Collega i requisiti e le informazioni sull’azienda, che si trovano sul lato sinistro, con le esperienze e competenze presenti a destra sul curriculum. È come unire i puntini con un pennarello, un gioco da ragazzi!
L’obiettivo è creare una rete complessa di connessioni, collegando un requisito a diversi punti sul tuo curriculum. Diversi requisiti sulla sinistra potrebbero collegarsi alla stessa esperienza sul lato destro. Queste connessioni sono gli elementi della lista di controllo.

Costruisci la tua lista di controllo elencando i requisiti (e le relative informazioni dell’azienda) insieme alle tue più rilevanti competenze ed esperienze. Includi nella lista delle caselle per spuntare i vari punti durante il colloquio conoscitivo.

Non è necessario scrivere i dettagli. Servono solo alcune parole chiave per ricordare gli esempi e gli argomenti che vuoi condividere. Ad esempio la lista potrebbe includere qualcosa come:

☑️ Esperienza Graficando.net: Progetto “Design in Movimento”, presso l’azienda XYZ; Dal 2004 al 2009.
☑️ Grafica Web: Progetto “Seagul” presso l’azienda ABC; Vinto il premio “Webland” per il miglior design.
☑️ Lavoro di squadra: esperienze con diversi team; Team leader presso l’azienda ABC, sul progetto del Cliente 123.

La lista di controllo sarà la versione super concentrata del tuo curriculum.

 

Non è un problema se l’intervistatore la vede, poiché dà l’idea che tu ti sia preparato, o preparata, per il colloquio. E lo rende più facile.

Elenca gli elementi della lista in ordine di priorità, in modo da poter recuperare eventuali punti importanti che avessi saltato durante il colloquio conoscitivo.

Impara il più possibile sull’azienda. È un aspetto imprescindibile per preparare al meglio il colloquio e aumentare la tue chances di assunzione. Non limitarti a ricercare le informazioni solo sul sito web dell’azienda. Fai anche ricerche approfondite su Google e sfrutta le informazioni che puoi trovare su LinkedIn. Se trovi articoli sull’azienda stampali: sono una fonte di informazioni molto importante.

Se lavori con un reclutatore esterno all’azienda, non limitarti a farti dare una semplice descrizione del lavoro.
Il reclutatore dovrebbe avere informazioni sulla cultura aziendale, sull’organizzazione dei team di lavoro, sulla storia dell’azienda, sui quei requisiti e dettagli della posizione non resi noti.
Tu vuoi sapere tutte queste informazioni, per poter evidenziare al meglio le tue qualità in relazione ai bisogni dell’azienda. Sia durante il colloquio conoscitivo, che nel tuo curriculum, che sarà il mezzo con cui ti conquisterai il colloquio.

Alla fine del questa guida poi, ti spiegheremo in maggior dettaglio un metodo innovativo per scrivere un curriculum efficace e “magnetico”, in grado di presentarti al colloquio di lavoro con un vantaggio importante rispetto agli altri candidati.

Passo 3. Prendi possesso del colloquio di lavoro

Anche se l’intervistatore fa le domande, sei tu che fornisci le risposte. Come tu gestisci questo aspetto determina quanta “proprietà” hai del colloquio conoscitivo e le tue chance di assunzione.

Il tuo obiettivo è comunicare più elementi possibile della tua lista di controllo.

 

Usa le domande che riceverai per evidenziare le tue qualità,
i risultati ottenuti, il modo in cui pensi e risolvi i problemi.

 

Sono questi gli aspetti che interessano l’azienda ed è su questo che devi focalizzarti. Tutto il resto non conta. Vediamo ora alcuni esempi di domande e come rispondere.

LA DOMANDA DIRETTA
Un esempio potrebbe essere “Quanta esperienza ha nella vendita?”. Dovresti fornire non solo il dato specifico (3 anni, 5 anni, ecc.) ma anche alcuni risultati importanti che hai conseguito in quest’area, attingendo dalla lista di controllo.

Attenzione: oggi non basta più dire: “Sono bravo a fare questo, ho 6 anni di esperienza in quello”. Devi anche fornire prove ed esempi a supporto di ciò che affermi.
I datori di lavoro sono favorevolmente impressionati se parli di obiettivi, ostacoli, soluzioni e numeri. Ad esempio, se dici:

“questo era l’obiettivo di vendite che ci eravamo prefissati, questi sono gli ostacoli che abbiamo incontrato, questo è quello che ho fatto per superare gli ostacoli e questi sono stati i risultati (in cifre)”

dimostrerai di essere una risorsa preziosa e non solo una persona in cerca di lavoro.

 

LA DOMANDA INDIRETTA O GENERICA
Un esempio di domanda indiretta è: “Ci dice qualcosa su di lei e sulle sue esperienze?”. Fa attenzione: in questo caso non vogliono sapere dove sei cresciuto quali scuole hai frequentato. Ma vogliono esempi concreti di risultati ottenuti e delle competenze che hai messo in campo. Attingi quindi dalla tua lista di controllo. Poi, se il selezionatore vuole davvero conoscere di più sul tuo background personale, ti farà domande un po’ più dirette in quella direzione.

Un’altra domanda generica è “Qual è la sua esperienza di lavoro preferita, o posizione ricoperta?”. Illustra le esperienze rilevanti per la posizione oggetto del colloquio conoscitivo, che avrai certamente inserito nella lista di controllo, fra le tue migliori esperienze di lavoro.

 

LE DOMANDE CLASSICHE
Fra le domande che vengono solitamente fatte ai colloqui si annoverano ad esempio, “Dove si vede nei prossimi cinque anni?” e “Quali sono i suoi punti di forza (e di debolezza)?”.
Anche per queste domande devi preparare risposte basate sui tuoi risultati e competenze e inserirle nella lista di controllo.

Prendere confidenza nel rispondere a queste domande è fondamentale. Per avere successo, un buon sistema è chiedere a un amico di far pratica prima del colloquio conoscitivo. In questo modo non solo sarai più “sciolto” durante il colloquio, ma potrai anche verificare se ciò che vuoi trasmettere è ciò che viene percepito realmente. A volte le nostre risposte sono così contorte che la vera essenza si perde. Questo non ti è di aiuto. Chiarezza e precisione sono i tuoi alleati.
Altre domande classiche sono:

  • “Perché dovremmo assumerla?”
  • “Perché vuole lavorare qui?”
  • “Ci parli di lei”

Queste domande sono le migliori occasioni per presentarti come LA SOLUZIONE alle necessità dell’azienda.

Non cadere nell’errore comune di dare risposte che si focalizzano sui benefici che tu avrai nell’essere assunto.

 

Risposte come:

  • ho bisogno di guadagnare di più (perché sono separato/a, ho un figlio in arrivo, ho fatto il mutuo, ecc.)
  • ho bisogno di un lavoro
  • la sede di lavoro è molto vicina a casa mia (o alla scuola dei miei figli, ecc.)
  • sono sempre stato interessato a (quello che fa l’azienda)

non sono elementi utili per le valutazioni dell’azienda. Per quanto possano essere motivazioni importanti per te, non lo sono per l’azienda, quindi cancellale dalla testa.

Si tratta di usare il FOCUS GIUSTO: che va posto sull’azienda e sui benefici che avrà assumendoti, non su di te e i tuoi benefici.

Quindi sarà opportuno sottolineare le tue conoscenze, la tua esperienza, le tue abilità e i risultati che hai raggiunto, per attestare il tuo valore e dimostrare quanto bene potresti svolgere il lavoro.

Vediamo un esempio pratico. Un candidato per una posizione di assistente amministrativo potrebbe aggiungere questo tipo di informazione nella risposta:

“Uso Word, Excel e Outlook dal 2001 per gestire tutte le attività finanziarie e amministrative, creare e distribuire report interni di gestione e monitoraggio dell’attività dei dipendenti e degli asset, riportando a 4 dirigenti, tra cui l’Amministratore Delegato e il Presidente.
Inoltre, con gli stessi strumenti, 2 volte al mese creo e distribuisco la newsletter interna, che è ricevuta da più di 200 persone.
I rapporti finanziari sono creati e mantenuti con Excel ed entrambi i bollettini sono scritti con Word, usando i modelli che io stesso/a ho sviluppato.
“Sono molto a mio agio con la suite Microsoft Office, ho seguito diversi workshop e lavorato con le versioni più recenti e con le precedenti, fino a quella del 1997.”

Non è difficile rispondere in questo modo. Quello che serve è conoscersi bene e prepararsi per tempo al colloquio. Così è facile mantenere il focus sulle necessità dell’azienda, per porsi come la persona giusta per risolvere il suo problema.

Passo 4. 30 Risposte (sbagliate) da evitare

Qui di seguito vediamo 30 risposte (sbagliate) alle 6 domande più comuni che devi conoscere, quando ragioni su come affrontare il colloquio di lavoro.

Le risposte che riportiamo mostrano la totale mancanza di preparazione da parte dei candidati. Nonché la mancanza di comprensione di cosa è un colloquio di lavoro. Quindi prendi nota ed evitale accuratamente, altrimenti ti faranno perdere l’opportunità di essere assunto, o assunta.

Domanda 1: Cosa sa di noi?

Questa domanda è spesso fatta all’inizio di un colloquio di lavoro e serve a “rompere il ghiaccio”. Ecco le risposte che devi assolutamente evitare:
1. niente (quindi perché ti sei candidato?)
2. so che c’è una posizione di lavoro aperta
3. so che pagate bene

Domanda 2: Qual è la sua più grande debolezza?
Questa è una domanda molto comune e non richiede molto tempo preparare una buona risposta. Il segreto è puntare su debolezze secondarie e irrilevanti per la posizione di lavoro. Quelle di seguito sono esempi di risposte perdenti e da evitare:
4. non ne ho alcuna
5. ne ho così tante è difficile sceglierne una sola
6. io non sono un buon correttore ortografico (per un lavoro di segreteria)
7. odio avere a che fare con persone difficili (per un lavoro di servizio clienti)
8. non sono bravo in matematica (per un lavoro di analista)
9. non sono molto bravo con le versioni più recenti di Microsoft Office. Mi piace Office 97, il migliore.

Domanda 3: Perché vuole lavorare qui?
Devi essere molto preparato a questa domanda. E dare una risposta decisa, che dimostri la tua buona conoscenza dell’azienda. Nonché le capacità, l’esperienza e i tuoi punti di forza.

Attenzione: la domanda non riguarda te. Fino a che non riceverai un’offerta, il selezionatore cercherà solo motivi per scartarti. Ecco quindi alcune risposte che non dovranno mai uscire dalla tua bocca:
10. per lo stipendio
11. sembra un buon posto per lavorare
12. perché è a pochi passi da dove vivo
13. perché so che posso davvero dare un buon contributo

Queste risposte potrebbero anche essere vere, ma hanno un problema comune: riguardano unicamente cosa vuoi tu. Si concentrano solo sul vantaggio che potrai avere tu e non riguardano l’azienda. Quindi non ti distinguono.
E dimostrano anche che non hai compreso le esigenze del datore di lavoro. Il datore vuole sapere se sei veramente interessato a quel lavoro. Una risposta vaga, o concentrata solo sulle tue esigenze e vantaggi, non dimostra questo interesse.

Nella tua risposta spiega quindi perché ti interessa l’azienda e come le tue abilità, la tua personalità e la tua esperienza potranno tornarle utili.

Domanda 4: Perché dovemmo assumerla?
Questa è l’occasione d’oro per “venderti” al meglio. Ma devi concentrarti sui benefici per l’azienda. Non sui tuoi.
Evita pertanto le risposte seguenti, molto comuni, ma sbagliate:
14. Non lo so
15. Nessun altro mi assumerà
16. Sono disoccupato
17. Sono disperato
18. Ho bisogno di soldi
19. Ho bisogno di un lavoro.

Per rispondere, focalizzati sul porti come la persona giusta per risolvere il problema dell’azienda, o soddisfare le sue esigenze. Focus sui “benefici” dell’azienda. Non su tuoi.

Domanda 5: Ci parli di lei
Questa è una domanda trabocchetto. Infatti, se ti metti a parlare di te senza una pianificazione, o senza contestualizzare rispetto alla posizione di lavoro, puoi finire per dare informazioni che possano far pensare che sei:

  • sovra-qualificato/a
  • sotto-qualificato/a
  • sciocco/a o ingenuo/
  • impreparato/a per il colloquio (quindi non veramente interessato/a)
  • un rischio per l’azienda

Questo perché la maggior parte delle persone in questa occasione divaga sulle cose della propria vita, sui bambini, su ciò che ama/odia. Ma ricorda che sei a un colloquio di lavoro: l’unico scopo dell’azienda è quello di capire se sei la persona giusta. Se sei adatto. Perciò evita risposte che rilascino informazioni personali, almeno che non siano chieste in modo esplicito.

Ecco un paio di risposte che non aiutano ad assumere:
20. Non c’è molto da dire su di me…
21. Nel tempo libero suono in una band. Il nostro agente ci ha lasciati, quindi non abbiamo concerti in programma per il resto dell’anno, ma speriamo di tornare a presto a suonare.

Come rispondere a questa domanda

Cerca di descriverti illustrando i risultati e successi che hai conseguito e le esperienze che hai maturato, in modo da presentarti come il candidato ideale.

Il modo migliore è dividere la tua risposta in due parti.

Parte 1. Come / perché sei qualificato per questa opportunità
Riassumi quello che hai fatto e che ti qualifica per questa opportunità. Non recitare pedissequamente ciò che è scritto sul tuo CV. E non dare per scontato che l’intervistatore si ricordi le tue qualifiche durante il colloquio conoscitivo.

Presenta i punti salienti più significativi, quelli che sono più rilevanti per questo lavoro. Questi sono i requisiti che rendono chiaro che sei un ottimo candidato.

Parte 2. Perché ti sei candidato per questo lavoro
Qui fa attenzione a non dire nulla che possa essere interpretato come desiderio di lasciare il tuo attuale lavoro e/o datore di lavoro. Sottolinea piuttosto l’opportunità di andare avanti nella tua carriera, senza dire che non hai sbocchi nel tuo attuale impiego. O che sei bloccato in una posizione senza possibilità di crescita.

Un errore che commettono in molti è quello di motivare la propria candidatura col desiderio di lavorare più vicino a casa.

Stai lontano da ragioni che non siano chiaramente legate alla tua carriera!

ESEMPIO: un candidato a una posizione direttiva in una filiale di una società di trasporti potrebbe dare una risposta di questo tipo:

“Sono nato e cresciuto a XYZ e ho un’ottima conoscenza della zona, così come dei Comuni e della Provincia XYY. Nel corso degli ultimi 9 anni con la Società di Trasporti ABC ho progredito attraverso le posizioni di Caricatore, Corriere, Responsabile di zona e Vice Direttore.
Nella mia posizione più recente, ho avuto l’opportunità di completare numerosi programmi di formazione manageriale, supervisionare e gestire tutte le posizioni all’interno della filiale e di partecipare a progetti speciali, in collaborazione con il Direttore dell’Area XYZ. Mi piace essere un leader e avere l’opportunità di potenziare e motivare la mia squadra.
L’anno scorso ho vinto un premio di produttività come team che ha prodotto i migliori risultati. Credo quindi che questa esperienza e formazione mi abbiano preparato per fare il passo successivo e ambire a una posizione di gestione con un nuovo grande datore di lavoro”.

Questa è una risposta intelligente. E tu devi prepararne una altrettanto valida.

In questo esempio, il candidato mette in risalto i gli aspetti che lo qualificano per la posizione di lavoro, la sua conoscenza della zona, il lungo percorso nell’azienda attuale e il riconoscimento dei risultati di gestione che ha ottenuto.

Intelligentemente, non si concentra su aspetti secondari e marginali, o su informazioni personali. Ma dipinge un quadro del perché lui è il candidato perfetto per il lavoro.

Domanda 6: Ha qualche domanda?
I candidati si danno spesso la zappa sui piedi con questa domanda, come vedrai nelle risposte. Vediamole:
22. No

23. È necessario passare un test antidroga prima dell’assunzione? Quanto preavviso avrò?

24. Fate un controllo dei precedenti?

25. Controllerà lei le mie referenze?

26. Ogni quanto si ricevono aumenti qui?

27. Pagate anche i giorni di malattia? Quanti ne posso avere ogni mese?

28. Quanti giorni di ferie posso avere?

29. A quanto ammonta lo sconto per i dipendenti? C’è un limite su quanto posso acquistare? Si può rivendere?

30. Vuole uscire per un aperitivo dopo?

Naturalmente dovresti avere delle domande, ma non certo queste. Vediamo di seguito alcuni esempi.

Passo 5. Le domande da fare durante un colloquio conoscitivo

Così come il datore di lavoro vuole conoscerti meglio, tu devi capire se l’azienda è quella giusta per le tue esigenze. Ricorda: sei tu che scegli. Ecco quindi alcune domande che dovresti sempre fare:

QUALI POSSIBILITÀ DI CARRIERA OFFRE L’AZIENDA?

Tu vuoi sapere se hai possibilità di crescita, quale approccio hanno alla formazione e all’aggiornamento professionale.

QUALI RISORSE AVRÒ A DISPOSIZIONE?
È importante sapere quali risorse e strumenti l’azienda ti renderà disponibili per fare le cose che si aspetta da te. Ricorda che anche la controparte deve convincerti di essere la scelta giusta per te.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELL’AZIENDA?

Che visione ha del futuro? Dove andrete insieme? Un’azienda interessata unicamente al profitto è molto diversa da una che vuole innovare, o diventare il riferimento del settore. Quindi in sostanza tu vuoi capire con che ti stai mettendo.

QUALE CONTRATTO PROPONETE?

Quali sono le condizioni che avrai se accetti di lavorare per loro?

Gli esperti sconsigliano di entrare nella questione del trattamento economico, come se parlare di soldi significasse che ti importa solo di questo. Ma il presupposto è che, per quel lavoro, hai autentica passione, competenza e serietà. Quindi parlare di soldi non sarà un problema in un quadro del genere.

Certo, se fai un colloquio superficiale, solo per lo stipendio, si vedrà da lontano, quindi lascia che sia la controparte a parlare di questi aspetti. Non farlo tu. Piuttosto rifletti se è davvero il caso di presentarti per lavori verso i quali non hai un vero interesse.

Passo 6. Il tocco finale per distinguerti

L’ultimo passaggio importante da fare dopo il colloquio conoscitivo è inviare un messaggio di ringraziamento. Questo è il tocco finale per distinguerti. È un gesto molto apprezzato dai responsabili del personale, perché fa capire che sei loro grato per il tempo che ti hanno dedicato. Ed è un ottimo sistema per lasciare un buon ricordo di te.

Attenzione: Il messaggio va inviato il giorno stesso del colloquio. Idealmente dovresti inviare prima una mail e poi un messaggio cartaceo stampato su una bella carta. Tipo:

“Gentile Sig. XXX, desidero ringraziarla per la sua disponibilità. È stato molto utile per me parlare con lei. Ho apprezzato molto il fatto che, nonostante i suoi tanti impegni, abbia trovato tempo da dedicarmi. Cordiali saluti (firma)”.

Fai attenzione, questo è un dettaglio molto importante, ma anche molto trascurato. Infatti, quasi tutti i candidati lo ignorano. 

Invece tu, usando questa semplice accortezza riuscirai a:

  • fare in modo che i selezionatori si ricordino di te
  • qualificarti come una persona che sa gestire bene i rapporti interpersonali
  • far capire che sei interessato, o interessata, al lavoro
  • distinguerti tra tutti coloro che si sono proposti per la stessa posizione.

 

Ora non rimane che un ultimo, fondamentale passo da compiere. Vediamolo.

Ultimo passo. Come procurarti il colloquio di lavoro

Grazie alle informazioni di questa guida ora sai gestire in modo efficace il colloquio. In particolare sai:

  • che devi dirigere tu il colloquio conoscitivo e sei in grado di farlo
  • dove porre il giusto focus (i bisogni dell’azienda), laddove invece tutti sbagliano
  • quali domande trabocchetto potrebbero farti e come non cadere nel tranello

 

Ora la questione è che, a monte di tutto questo, 

hai bisogno di procurarti il colloquio di lavoro.

 

Idealmente, un colloquio per ogni domanda di lavoro / risposta ad annuncio che farai. Purtroppo però, in questa fase falliscono 97 persone su 100.

Fai attenzione: c’è solo un modo per riuscire a ottenere un colloquio di lavoro: scrivere un CV che, nei primi 5-10 secondi di lettura riesca a “colpire” il selezionatore. E presentarti come la persona giusta, anche se in realtà potresti non essere la migliore.

Ma è impossibile riuscirci se ti presenti come fanno tutti. Sai perché?

Perché la maggior parte delle persone generalmente non ha idea di come fare un CV efficace e attraente. Si affida all’intuito e al caso e non adotta nessuna strategia specifica, né modelli di curriculum professionali come questi, progettati per attirare l’attenzione dei selezionatori e distinguersi dalla massa.

Sai qual è il peggior modello di curriculum più frequentemente e diffusamente usato? Il Curriculum Europeo.

Il Curriculum Europeo (e sue derivazioni) ti rende completamente anonimo e riduce drasticamente la possibilità di distinguerti e ottenere un colloquio di lavoro.

Lo prova il fatto che:

 

il 97% dei curriculum vitae è cestinato alla prima lettura.

 

Ma grazie alle informazioni di questa guida ora sai quali errori fa la maggior parte delle persone che cercano lavoro e puoi evitarli.

Per prima cosa quindi, adotta un modello di curriculum vitae visuale e professionale.

Ecco qualche esempio:

Vuoi “far colpo” su selezionatori e datori e ottenere risultati davvero strabilianti dal tuo curriculum?
Allora il prossimo passo è adottare le strategie e tecniche più avanzate raccolte in

 

5 Segreti per Scrivere un Curriculum Magnetico

La Guida: come fare un curriculum vitae

Questo manuale ti spiega l’efficace METODO per posizionarti su un piano completamente differente rispetto alla massa:

✅ 5 strategie super-efficaci e ignorate dalla massa
✅ Come ragionano e cosa vogliono i selezionatori
✅ Analisi critica di curriculum vitae reali (versione “prima e dopo”)
✅ Trucchi veloci per ottimizzare il curriculum
✅ Check List operativa per mettere subito in pratica le istruzioni
✅ Download immediato

Mai come oggi occorre saper scrivere un CV incisivo, distintivo e memorabile, padroneggiando le strategie di comunicazione e self marketing che ti presentano nel modo desiderato dai selezionatori e dalle aziende.

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